Capizzi Giovanna, L’Argimusco. Guida di Montalbano Elicona

Giovanna Capizzi
Montalbano edizioni
Montalbano Edizioni

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Confronta

Descrizione

Il comune di Montalbano Elicona deve il proprio nome alla sua posizione sui monti Mons Albus o Monte Bianco, con riferimento ai rilievi innevati o all’antico nome del monte su cui fu realizzato un castello per volere di Federico II d’Aragona; “Elicona”, invece, deriva dal greco.L’altura sulla quale sorge il paese ha, infatti, lo stesso nome che ha il monte delle Muse (Helicon, in italiano Elicona) e nella vallata attigua al paese scorre un omonimo torrente tortuoso.
Il secondo nome fu dato a Montalbano nel 394 a.C. dai Dori, i quali vedevano in esso l’Helikon delle muse; è probabile che la prima Elicona fosse quella siciliana e non la sua omonima sita in Grecia. Un supporto alla tesi della collocazione in Sicilia dell’originaria Elicona si trova nella mitologia: il Monte Elicona fu denominato dal dio Poseidone. Fino al 1700 i Monti Peloritani erano definiti Monti di Nettuno o Poseidone. Le Muse, ossia le nove sorelle che secondo la mitologia provenivano dalle pendici dell’Elicona, erano: Clio, la glorificante, che presiedeva al canto epico e alla storiografia; Euterpe, la rallegrante, che proteggeva la musica; Talia, la festosa, che governava la commedia; Melpomene, la cantante; Tersicore, colei che si compiace della danza; Urania, la celeste; Erato, la suscitatrice di desideri, che proteggeva la poesia amorosa; Polimnia, la ricca di inni per gli dèi; Calliope, che proteggeva il canto degli eroi e dei defunti. Il comune di Montalbano è inoltre celebre per il suo castello di origine medievale e per essere stato nominato “Il più bel Borgo dei Borghi d’Italia”. La notorietà si deve principalmente alle Rocche dell’Argimusco,

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il punto in cui il cielo e la terra si congiungono in modo alchemico, che si trovano nella riserva naturale del Bosco di Malabotta, al centro del territorio abacenino, dove i Peloritani lasciano spazio ai Nebrodi. Queste misteriose formazioni rocciose, chiamate anche Le Pietre dei Giganti, rappresentano uno dei rari esempi di complessi megalitici naturali dell’intera Italia Meridionale.

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